Asia Argento: erano anni che non accadeva un fatto così femminista.


A me ha indignato molto la vicenda di Asia Argento. Non provo per lei invidia e rancore, tutt’altro, né sono la persona che scrive : se l’è cercata! Cosa si sarebbe cercata? Il fatto che ambiva a fare una carriera e sapeva che l’unica via era quella di passare nella camera da letto di quel maiale? Ma voi credete veramente che le altre abbiano fatto carriera per meriti loro con la bravura? Pensate veramente che per ottenere qualcosa in questo mondo, un lavoro, non si debba cedere anche al più piccolo ricatto?

Ma quando mai!

Il potente di turno ha come arma convenzionale il ricatto.

Quel mondo l’ho frequentato per lavoro e ne ho visto la miseria, non il fascino che suscita in molti di voi. E da quel mondo sfavillante che il mondo normale ha preso spunto per ricattare le tante donne che oggi fanno tripla fatica per trovare un posto di lavoro. La molestia ed il ricatto sessuale non riguardano solo lo spettacolo.

Osservavo come venivano trattate le modelle: oggetti da spostare ed usare. Ascoltavo le loro conversazioni ed i risolini, ma vedevo anche le piccole sconfitte e come le nascondevano sniffando cocaina in bagno. Spesso donne molto scaltre che si fidanzavano con uomini danarosi con la speranza di essere traghettate verso il matrimonio per sfuggire allo stupro istituzionalizzato di quel mondo. Moda o spettacolo per me è la stessa cosa. La cosa che fa rabbrividire è che tante persone sanno ma tacciono: scrittori, giornalisti, collaboratori e quanto altro, tutti omertosi e conniventi, ma escono fuori e si scagliano contro le vittime in un programma in seconda serata su Rai1, trasformando un gesto importante come quella della Argento come il gesto di una zoccoletta ferita che parla a scoppio ritardato.

Asia Argento ha semplicemente parlato dopo un periodo “congruo”, perché le donne sono ricattate dal potente di turno costantemente, oppure per difendersi ti vengono a dire che erano consenzienti. Il potente ha in mano denaro, opportunità e successo e sa bene che a te fanno gola, che male c’è ad ambire al successo ad avere un bel conto in banca? Basti pensare a 20 anni di Berlusconi in Italia ed avere i conati di vomito. Ha trasformato questo Paese in uno ZOCCOLIFICIO. Ha dimostrato al mondo che con i soldi ed il ricatto ti compri tutto, compreso il silenzio .

Vai a far capire alle madri ed alle figlie sciagurate che fare un pompino non è la regola per trovare lavoro, vai a far capire a quelle donne che hanno attaccato la Argento che si sono date una bella mazzata in mezzo alla vagina e che questo non fa altro che distruggere anni di lavoro di femminismo dove la donna aveva una sua precisa dignità ed identità, ma è stata spazzata via dal mito dell’uomo forte al comando che ti paga i conti e ti risolve la vita, ma vaffanculo! Oggi per avere attenzione e “rivoluzionare” il mondo servono gesti eclatanti, serve destabilizzare l’opinione pubblica, altrimenti passi inosservato.

#Quellavoltache Io stesso sono stata ricattata psicologicamente sul posto di lavoro per anni, vessata, intimorita, umiliata. Non sono stata molestata sessualmente, ma credo che la violenza psicologica abbia ripercussioni sulla tua mente altrettanto devastanti. Per 10 anni non mi sono data pace.

E’ la prima volta che denuncio pubblicamente ciò che mi è accaduto. Dovevo tacere, perchè dovevo portare a casa uno stipendio. Ero senza una famiglia che potesse darmi una mano economica, ma avevo anche tanti ambizioni ed il mito del posto di lavoro a tempo indeterminato. Accettai un lavoro lontano da casa ben pagato. Ero arrivata ad un punto importante della mia carriera lavorativa, a 34 anni lavoravo per una grossa compagnia petrolifera, avevo dei capi a Roma molto meschini che mi misero di fronte a un bivio. Accettai di partire e di andare a lavorare a nord.

Non mi piaceva stare là ma tenevo i denti stretti e pensavo a carriera e stipendio, fino a che ho potuto. Il mio ricattatore una sera lo picchiai dopo l’ennesima umiliazione, ero esplosa, un fiume in piena. 12 mesi di vessazioni, umiliazioni, parolacce, e quanto altro che subii da quel maiale.

Mi stavo macerando ogni giorno, sempre più nervosa ed irascibile, ero arrivata a mangiare 5000 calorie. Mi raccontarono i miei ex colleghi che intervennero tre persone della sicurezza per togliermelo dalle mani.  La mia rabbia era incontenibile e quando ripresi il controllo ebbi un down spaventoso, dormii per 48 ore consecutive, dissi a me stessa: potevo ucciderlo, bastava niente.

Quell’episodio distrusse la mia promettente carriera,  costruita a fatica con le mie mani per anni, tessendo una tela di competenze e conoscenze. Lo studio che mi toglieva il sonno, l’attenzione costante a tutti i dettagli per essere perfetta, la più brava e geniale, perchè le donne devono dimostrare sempre di valere più degli uomini. Ero ad una passo dal contratto a tempo indeterminato dopo anni di precariato. In una notte un uomo infame, maiale e bastardo cambiò per sempre il corso della mia vita.

E’ un sistema intero che schiaccia il singolo e una persona da sola non può denunciare, non è facile, non si è creduti. Ci vogliono poi prove, avvocati e servono tanti soldi per intentare una causa, lo fa chi ha ferite profonde ma lo fa anche chi se lo può permettere. Per me c’erano tutti i presupposti per dichiarare guerra alla compagnia petrolifera ma l’avvocato mi mise in guardia e mi disse che potevo vincere ma che sarebbe stata lunga e dura. Decisi di lasciar perdere e di trovarmi altri lavori, non fu più come prima, qualcosa in me era cambiato. Quella rabbia me la sono portata dentro per anni, perchè ho subito una ingiustizia che non meritavo. Ed ecco perchè mi trovo d’accordo con quello che ha denunciato l’Asia Argento. Non si può giudicare se non la si è vissuta una situazione e non c’è la giustificazione del mondo dello star system o di altro, è qualcosa che a voi donne dovrebbe far ribollire il sangue.

Dalla politica al lavoro più umile la donna ha sempre dovuto abbassare la testa, subire e da vittima che doveva essere protetta e rispettata in questo Paese medioevale e sessista si è ritrovata accusata, maltratta e giudicata, da donne altrettanto luride che spalleggiano e coprono le nefandezze degli uomini, giustificano atti che dovrebbero essere condannati con la pena capitale. Lo stupro e il sesso come mezzo di ricatto sono dei reati che condannerei pesantemente, come condannerei pesantemente tutti i ricatti psicologici che fanno i potenti nei confronti degli esseri umani.

Weinstein è il porco che copre il sistema, il danaroso che offre alla politica soldi e privilgi, e quella politica maiala se ne serve . Ci sono tanti Weinstein nel mondo, in Italia siamo pieni di Weinstein coperti da tante donne, spalleggiati da tutti quelli che ce magnano sopra, sopratutto i politici che non hanno riguardi se non per il loro ego. A noi tutto sommato del suo destino non ci deve importare, starà sempre meglio delle sue tante vittime o concubine consenzienti. Ciò che deve far riflettere tutte voi DONNE è il gesto che ha fatto la Argento. Erano anni che non accadeva una cosa così femminista.

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Iperconnessi a tutti i costi


 

Occhi spenti su schermi accesi, prede di mille illusioni, falsi bisogni e mistificazioni. (Non è una canzone d’amore – NapoleoniRosati)

Photo ©PaolaRosati

Ieri una signora ben vestita e con grande garbo mi ha fermato per strada e mi ha chiesto: signora, mi può aiutare ad attraversare la strada?

Niente di strano, ma ero stupìta perchè non era anziana o impossibilitata a camminare. In seguito ho domandato cosa le fosse successo da essere così impaurita ad attraversare una strada. Mi raccontava che era rimasta traumatizzata dopo un incidente stradale,  l’avevano investita.

Mentre attraversavamo il lungo passaggio pedonale mi stringeva forte il braccio che le avevo offerto, a cercare un conforto più che un semplice aiuto. Avevo immediatamente capito che la signora voleva da me qualcosa di più, voleva parlare, ne aveva un profondo bisogno, così anche se andavo di fretta mi sono fermata ed ho ascoltato cosa aveva da dire.

Mi raccontava che i suoi colleghi accampavano sempre scuse per non perdere 5 secondi del loro prezioso tempo per aiutarla ad attraversare una strada che effettivamente è pericolosa. Tutti che tiravano dritto, chini su quegli Smartphone, iperconnessi ma avulsi da ogni contatto umano.

Le persone hanno perduto l’abitudine a dialogare tra di loro, darsi semplicemente aiuto. Scambiare veloci messaggi gelidi sui social o su whatsapp è la regola e li conforta, poi ci si sbrana dal vivo per i fraintendimenti che sono avvenuti sul web, si generano in rete dei conflitti assurdi perchè l’autocensura spesso è qualcosa a cui non  si può rinunciare o chi ti prende per deficente perchè vuole avere ragione; gli stessi meccanismi perniciósi che accadono in molte aziende dove ci sono persone che vogliono imporre il loro pensiero e non si capisce quale è la reale competenza di questi individui. I famosi tuttologi del web di Gabbani!

Uso la rete dal 97 quando molti di quelli che si riempiono la bocca nemmeno avevano idea di cosa fosse. C’erano solo programmatori, esperti di informatica o chi ruotava intorno ad essa, era una mondo ancora sconosciuito alle masse ma era accettabile sebbene fosse sempre pericoloso, ma non era ancora così alienato e violento.

Noi gli scemi che usavamo le chat, le testavamo e c’era chi ne inventava altre e loro fuori, le masse giudicanti che oggi nelle chat si masturbano mentalmente e fisicamente vengono a dare lezione a me o ad altri che sono cresciuti con la rete.

Oggi la rete è cambiata, e sono cambiamenti veloci e pericolosi, perchè la connettività è una risorsa che muove denaro e può cambiare con velocità scenari politici. Di questi giorni la notizia che facebook ha molte cose fuori controllo, ci credo, ci vorrebbero investimenti in risorse umane ed economiche per farvi fronte e spesso questo cancro delle notizie che dicono o non dicono non fanno ben sperare. L’informatica è una scienza e come tale si basa su dati ed analisi non di chiacchere in libertà che si fanno sui social, noi sappiamo veramente una granello di come si muovono le reti globali, siamo degli utilizzatori molto ignoranti, inconsapevoli ed irresponsabili.

Temo avremo in futuro dei grossi problemi e saranno essenzialmente problemi sociali, non saremo più in grado di avere dei rapporti umani accettabili,  perchè in maniera assolutamente poco avveduta stiamo delegando la mediazione umana a dei dispositivi che devono essere controllati costanemtente in maniera seria da gente con il cervello.

Ritornando al mio dialogo con la signora che ho aiutato ad attraversare, mi spiegava che vive una vera e propria tragedia all’interno della sua azienda: mobbizzata ed isolata sia dai colleghi che dai suoi superiori. Durante la pausa pranzo ognuno mangia per conto suo, in postazioni grigie ed anonime, chini sugli Smartphone a sorridere e a scorrere migliaia di immagini e di testi in uno scenario Orwelliano ansiogeno ed avvilente, dove tutto si consuma in fretta. Colpita nell’animo e nella testa da anni di barbarie psicologiche di colleghi e superiori, il risultato è che non è la prima volta che incontro gente in strada che mi ferma e mi racconta la sua vita e ne rimango traumatizzata, ferita ed indignata.

Congedata la signora ho attraversato velocemente la via Cristoforo Colombo e all’improvviso mi ha attraversato la strada un grosso topo. Roma è una città che rappresenta benissimo lo squallore che è diventata la nostra società, da anni ostaggio di degrado sia fisico che morale dove la politica – tutta – ha una responsabilità enorme e continua  a non assumersela dandosi colpe assurde, completamente scollati dai tanti bisogni delle persone, ma costantemente collegati sui social in cerca di approvazione dove eserciti di compiacenti follower si sfidano a colpi di odio e di ragione, dissociati ed alienati ma pronti ad imbracciare un fucile per avere ragione e difendere il loro beniamino, che sia M5s o PD (ieri la fede calcistica oggi la fede partitica) o altri partiti. Speculari nel comportamento alienato e pericoloso. Lo Stato non si rende conto,  non ha alcun controllo sui social, o forse colpevolmente ha scientemente fatto spostare la prostesta su di essi perchè non ha abbastanza risorse per difendersi nella realtà. La gente si sfoga e chiude il dispositivo, ma quanti di loro lo chiuderanno veramente e dimenticheranno la discussione? Una volta un maresciallo dei Carabinieri mi disse che i social sono un covo di criminali, il posto più pericoloso al mondo.

Se vogliamo ripartire e fare un bel ripulisti propongo non solo una campanga sociale sull’uso assennato di essi, ma per un periodo di 30 giorni di disconnessione . La follia si muove in massa,  e poi si dissocia ed escono fuori le cellule singole che fanno saltare palazzi, ponti o vanno a fare stragi nei concerti. Mentre la gente crepa nella vita reale, i social media manager, i moderatori, gli iperconnessi spesso irresponsabili inventano campagne pubblicitarie, muovono masse in direzioni che non mi piacciono, spesso non hanno mezzi e preparazione per farlo. Noto l’interazione che spesso è più cazzeggio che offerta di informazioni e le società serie che offrono una immagine ridicola di loro stesse.

Ogni tanto gli occhi da quel maledetto Smartphone alzatelo e guardatevi intorno, mi sembrate una manica di idioti il cui punto di arrivo è il nulla. Vi vedo camminare senza guardare in faccia le persone, incollati costantemente su quello schermo illuminato dove scorre l’idiozia, molti di voi supponenti che millantate di avere ruoli sul web che poi si rivelano dei bluff nella realtà.  Non ho lo Smartphone, oddio che vergogna, come faccio ora che ve l’ho rivelato?

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5 parole che devi togliere dal CV per trovare lavoro in Italia


Scrivere, riscrivere, e perfezionare il tuo Curriculum è uno dei passi più importanti nella ricerca del lavoro, perchè in Italia trovarlo non solo è una chimera, ma è un lavoro a tempo pieno e spesso perso.

Oggi quanti colloqui sei andato/a a fare e sei uscita/o depressa/o? Ci speravi, lo so!

Avevi messo tutto l’impegno, preparato il formato Europass (il CV più sbagliato del mondo), avevi fatto l’orientamento, perché tu credi ancora che i selezionatori sfoglino il tuo CV.

No, non si prendono questa fatica, hanno già una idea di te, è probabile siano andati a vedere su google chi sei, poi sono approdati su facebook, hanno visto le foto di quando ti sei “sfasciato” di alcool ed il selfie mentre vomiti nel gabinetto della discoteca, ti sei rovinato il colloquio.

I potenziali datori di lavoro hanno già idea su di te, anche se sei laureato con il massimo dei voti e sei un genio, o tu ragazzina, fissata con i selfie sei arrivata a farteli nelle mutande, e ora stanno sulla scrivania di quella agenzia interinale che ti poteva garantire 3 mesi di lavoro precario, pensa, ti sei giocata ben 3 mesi di lavoro di merda in quel call center dove avresti lavorato 12 ore al giorno per 2 euro l’ora, e tua madre ti rimprovera quel tuo modo di essere sopra le righe ed il fatto che non ti sei omologata.

Con i social ogni secondo offri informazioni a tutto il mondo e spesso non ne sei consapevole o forse si.

Ti spiego una cosa allora sui CV ed i colloqui di lavoro. Ho 51 anni adesso, ho più di 22 anni di esperienza lavorativa alle spalle, ho fatto una gavetta pazzesca, ho sempre abbassato la testa. Credo di aver fatto 500 colloqui di lavoro in vita mia. Ho lavorato per 10 aziende che gli HR definiscono prestigiose. Davanti ai superiori non fiatavo mai, eseguivo, ho studiato notti intere sui manuali di informatica a perfezionare procedure lavorative e ad inventarmene per sveltire il lavoro. Studiavo qualsiasi argomento mi sottoponevano – a me piace da pazzi studiare – ero curiosa di tutto, affamata di conoscenza.  Se c’era da andare a lavorare in Antartide ero pronta con la valigia. Ho sempre ubbidito a tutto e tutti, eppure non è servito a nulla.

Le aziende e le agenzie interinali mi hanno rovinato la vita professionale offrendomi lavoro precario per 15 anni e questo mi ha portato una rabbia interna talmente devastante che ogni volta che prendevo il treno per andare a lavorare pensavo di buttarmi sotto di esso. Ho tenuto botta per anni e poi il mio ultimo lavoro nel 2010 mi ha dato il colpo di grazia e mi ha fatto pensare di cambiare registro. Io ed il lavoro aziendale non eravamo fatti per stare insieme, ma sopratutto la precarietà lavorativa che ti tiene ostaggio di quella o quell’altra azienda è una cosa che mi fa imbufalire, non mi piace e non potrò mai accettare per buone le regole del lavoro che ci sono oggi in Italia, tanto vale mettersi in proprio, il rischio è lo stesso e non sei schiavo.

La precarietà è qualcosa che mina la atutostima e l’equilibrio personale. Per anni ho lavorato duro, ero intransigente come me stessa, arrivata a punte di perfezionismo maniacale. Ho rinunciato a farmi una famiglia perchè ero votata alla azienda ed alla speranza di essere assunta a tempo indeterminato da qualche parte: per comprarmi una casa, per avere un avvenire sereno ed una pensione, erano pensieri astrusti secondo voi?

Avevo un curriculum che ancora oggi definiscono “pazzesco” per le tante esperienze professionali. Pensa ragazzetta, quel maledetto CV l’ho rifatto ben 10 volte in italiano, e su quello in inglese ho avuto la consulenza di una HR della Procter & Gamble, ho dovuto togliere esperienze aziendali reali per non far vedere che cambiavo spesso lavoro, come se a me piacesse, non è servito a nulla. In Italia c’è gente che millanta esperienze e riesce a vendere fumo, perchè i manager italiani vogliono persone così, perchè loro stessi sono fatti in quella maniera.

In Italia si chiacchera troppo e si conclude poco, si giudica e si prendono decisioni sbagliate scimmiottando gli americani che hanno un modo di lavorare e di fare selezione completamente diverso dal nostro. Loro sono pragmatici, non siamo dei cazzoni globali piena di sicumera dalla supponenza imbarazzante.

 Le mie tante competenze ed il rifare il CV sono serviti a poco, ti raccontano una marea di balle quelli preposti all’orientamento, nemmeno loro sono in grado di orientarsi, ubriachi di supponenza, senza morale e sopratutto con una consolidata esperienza alle spalle. Come fa una ragazza di appena 26 anni a fare un colloquio e valutare una persona più giovane o grande?  L’esperienza si basa su procedure standardizzate e su cliché.

Le tue fotografie ragazzetta ed i pensieri parlano di te e le aziende che devono fare profitti devono investire sulla persona giusta – così dicono loro – non sanno nemmeno scegliersi la camicia da indossare per andare a lavorare, figurati se sono in grado di scegliere le persone giuste basandosi su una prima impressione che spesso è sbagliata. Se avessero fatto scelte giuste l’Italia non sarebbe in questa grande crisi economica. Scelte scellerate aziendali e politiche hanno portato sul baratro questo Paese, fatte proprio da quelli che si sentono nel giusto e che credono di saper valutare.

Il giusto per me è quello che ha apertura mentale, chi sa analizzare, chi va oltre i cliché e sa guardare chi ha di fronte per quello che è, i suoi talenti, il valore aggiunto che può portare all’azienda,  chi ha una visione di insieme, chi riesce a portare innovazione e critiche costruttive.

Alle aziende italiane non gliene frega nulla della tua visione, loro vogliono annegare nella mediocrità e servirsi di yes man/woman , cyborg che replicano le loro assurde procedure che li porteranno alla rovina totale, molte aziende italiane sono fuori dal mercato internazionale, sono indietro nell’innovazione e nel visioning, non possono competere con Cina, India e i paesi emergenti. Le uniche competenze che gli riconosco sono la supponenza e l’approssimazione unito alla scarso investimento in tecnologie e risorse.

Colpa della crisi, del jobs act, colpa della formazione in azienda, colpa della mancanza di lavoro soprattutto. Colpevole la politica nazionale che si azzuffa, completamente scollegati dal tuo bisogno sacrosanto di realizzarti nel lavoro, perché il loro lo hanno già esaudito: hanno piazzato loro stessi, parenti ed amici e tu credi che loro lotteranno per te. Mi spiace deluderti, ma lottano per la loro sopravvivenza, tu sei un numero da fagocitare nel sistema e la tua laurea triennale che ti è costata fatica e soldi non vale nulla, vale la tua giovane età.

Vorrei risolverti l’annoso problema del CV fatto bene, ci sono 5 parole che dovresti eliminare dal tuo CV per fare un buon colloquio in Italia ed avere la possibilità di entrare nelle grazie di qualche azienda o agenzia:

  • bravura,
  • sensibilità,
  • creatività,
  • ambizione,
  • preparazione.

Vediamo se dopo questo consiglio e la tua 4.867.000 volta che riscrivi il CV, trovi lavoro. A tutti i ragazzi e gli “stagionati” come me che ho nel cuore e che stanno cercando lavoro o che vedo umiliati e con le orecchie giù quando escono da un colloquio di lavoro: coraggio, non siete da soli, ci sono tutte le età con i loro “smadonnamenti” quotidiani, il vostro CV è fatto bene, è il mondo del LAVORO CHE E’ FATTO MALE!

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I nodi fragili dei social


Stamane ho scritto un post sul mio facebook personale relativo alla crudeltà ed alienazione degli esseri umani nei social.

I social sono usati in maniera crudele e cinica da molti. La mistificazione è all’ordine del giorno e gli influencer o i blogger che se ne servono hanno una grande responsabilità etica e morale che spesso viene dimenticata. Dietro le parole di un post o gli hashtag c’è una precisa strategia atta a veicolare un pensiero ed influenzarlo ed anche se questi è falso diventa verità per qualcuno. Facebook e gli altri social quindi sono diventati delle Corporation invisibili con una loro precisa policy sociale dove esiste una gerarchia che è fatta da influencer e blogger, esperti di marketing che vendono prodotti improbabili la cui qualità è decisamente scarsa, impalpabile eppure le giovani generazioni pendono dalle labbra da questi markettari neo divinità del consumismo. L’appiattimento culturale è devastante. Politici senza scrupoli tenuti ostaggio dai loro social media manager che gestiscono i loro account senza avere un retaggio morale e culturale.  E’ facile buttare là battute ad effetto che fanno passare per un grande esperto di arte, difficile contestualizzare ed approfondire i temi, perchè il social consuma tutto velocemente ed i farabutti se ne approfittano.

I social dovrebbero avere la funzione di aggregare, connettere nodi che in altri mondi non si sarebbero mai incontrati, ma è uno strumento che punisce, aliena ed isola chi è ipersensibile. Questo strumento nelle mani sbagliate può essere peggio di un olocausto, e ne dovete essere consci.
Il social è uno strumento complesso a cui non siamo preparati, siamo ancora in una fase di apprendimento, spesso sbagliamo, siamo impreparati e c’è chi si permette di essere supponente senza averne i mezzi, senza aver letto due paragrafi di un libro di sociologia e non avere contezza di come funzionano tutte le reti sociali, non solo quella web.

Il mondo virtuale è cinico, individualista, in perenne competizione, sdogana web star senza scrupoli che trascinano masse ignoranti semplicemente perchè dietro non c’è un ideale ma un mero scopo utilitaristico. Lo scritto può essere un coltello nelle mani sbagliate, un’arma di ricatto, ma può essere una carezza disarmante.

Ci sono modelli di comportamento che tendiamo ad omologare e spesso ciò che ci sembra non conforme ai nostri modelli tendiamo ad isolarlo e scartarlo, molti di voi hanno bisogno della “comfort zone”, cioè hanno bisogno di persone che non le contraddicono, che adulano, il gruppo inteso come clan di appartenenza che si riconosce ed espelle chi non è abbastanza adulatore od ubbidiente alla policy sociale che stabilisce questa Corporation invisibile. 

 

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L’errore delle braccia conserte nella fotografia commerciale/politica


Braccia conserte = chiusura e molto da nascondere

In questi anni ho visionato centinaia di fotografie, ne ho fatte molte e man mano correggo il tiro e capisco come rendere efficace una foto.

Sotto gli occhi ogni giorno noi tutti osserviamo immagini di ogni tipo, siamo bombardati da immagini che apparentemente non significano nulla o dovrebbero trasmetterci qualcosa.

Senza fare tanti giri di parole, mi soffermo sulla posa che è stata sdoganata per trasmettere forza, capacità, competenza e potere, ed è la foto a braccia conserte di vari soggetti.

Dovete sapere che questo tipo di foto era stata usata in principio per promuovere i CEO o General Manager di grandi compagnie,  secondo i grandi “conoscitori” di comunicazione non verbale americana non è vero che le braccia conserte suscitano chiusura, ma dipende da come metti le mani, se con i pollici aperti verso l’alto o con entrambi le mani visibili, se nascondi le mani nell’incrocio ecc. Non c’è che dire, queste teorie sono abbastanza false e grottesche, come al solito gli americani piegano al loro volere e convenienza qualcosa che nel “linguaggio del corpo” in una qualunque situazione viene evidenziato come negativo e da evitare. Provengo da una lunga carriera aziendale in multinazionali , studiando il linguaggio del corpo durante i vari addestramenti e corsi, ci fu sempre raccomandato di non incrociare le braccia,  perchè era un messaggio negativo e lo confermo, a me non piace l’immagine che trasmettono le persone che incrociano le braccia.

Si sa che oggi viene tutto rivoluzionato e piegato dalla pubblicità e dai guru della comunicazione digital che spesso sono degli zoticoni galattici e sanno tutto di tutto sbocconcellando informazioni su Wikipedia e non chiedono mai consulenza a chi ci capisce veramente di immagine, anche l’immagine pubblicitaria è decaduta pericolosamente, mentre prima si cercava ispirazione nell’arte e nelle cose belle, ci si ispira allo squallore.

fonte web

Ecco che osserviamo gente musona con le braccia incrociate, che dovrebbe essere lo chef super qualificato che ti fa pagare l’ira di iddio un suo piatto, ma ti propone anche la patatina oleosa per te che appartieni alla massa “poveraccia” che mai potrà avvicinarsi al suo uovo crudo a 50 euro a piatto. L’illusione è che il cibo di un certo livello è a portata di tutti, perchè il testimonial è uno che rappresenta l’eccellenza in cucina. Sappiamo tutti che Cracco ha venduto l’anima al diavolo come certe Foodblogger, ma questo è un altro argomento.

Le braccia conserte non vi ricordano i bambini piccoli quando la mamma li sgridava e in gesto di sfida si mettevano a braccia conserte e si impuntavano perchè volevano ottenere per forza una determinata cosa? E’ un gesto infantile, capriccioso, antipatico, criptico e di chiusura effettiva. Mi disturba perchè la gente proprio non risce a capire la sottigliezza che usa una certa pubblicità con questo messaggio non verbale, che è più dannoso di qualunque parola in più.

fonte web

L’Italia è un Paese di persone che usa ogni giorno stereotipi, spesso si fa ingannare da quello che proviene dall’estero e non riesce a trovare qualcosa che è in casa sua: come dimenticare le pose plastiche dei nostri artisti che ci invidiano in tutto il mondo? Ispirarsi a loro no eh, dobbiamo perpetrare questa schifezza?

Le braccia incrociate appesantiscono eccessivamente, rendono goffi, spesso falsano il messaggio di grande affidabilità,  in politica dimostrano che sotto sotto ti stanno per dare la fregatura.  Come dimenticare Cetto La Qualunque?

Durante una campagna di propaganda politica per le amministrative di Roma la comunicazione del M5s romano ha fatto posare tutti i suoi candidati a braccia conserte e con un outfit aziendale.  E’ evidente che Casaleggio voleva questa immagine da “soldatini”, perchè di “rivoluzionario” questo tipo di immagine ha ben poco.

Il fondale bianco che trasmetteva positività, luce diffusa ed alta esposizione,  soggetto in bella vista vestito di blu/grigio con un sorriso accennato e le braccia conserte a sottolineare  competenza ed affidabilità, chiaro riferimento ai vertici aziendali, a me non suscita affatto un messaggio politico, non so voi. La storia politica del 5stelle a Roma nei municipi sta andando malissimo e mai come loro si sono dimostrati inadeguati, inaffidabili e litigiosi. E’ il caso di dire che fotografia e risultato non sempre fanno scopa, perchè avevano puntato molto sull’immagine falsata e pochissimo sul messaggio VERO .

La fotografia che propone una soluzione o deve vendere un preciso prodotto deve sempre riportare una VERITA’ che purtroppo non c’è, e non si può vendere o propagandare un mondo falsato, una patatina oleosa  farla passare per un cibo di alto livello bio o un branco di improvvisati come dei novelli Che Guevara in abito aziendale. E’ un messaggio FALSO, ipocrita che ci allontana sempre di più dalla qualità.

 

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Frutta ed arte moderna si mettono in posa


L’otto marzo mi sono recata alla Galleria d’Arte Moderna e ho scattato qualche foto.  Ho riscoperto a distanza di anni l’arte moderna e il mio approccio ora è molto più aperto alle novità. Ho un tipo di educazione all’arte di tipo tradizionale e trovarmi di fronte opere concettuali spesso mi risultano incomprensibili a volte irritanti. In questi casi invece l’aver studiato negli ultimi due anni fotografia e storia dell’arte moderna mi ha consentito di apprezzare forme e artisti contemporanei che un tempo avrei snobbato. Ciò che mi interessa fotografare invece sono gli istanti, le persone che compiono azioni, particolari e via discorrendo.

Proseguendo ho avuto l’esigenza di fotograre forme sia in bianco e nero che a colori. Osserando le foto di Weston ho pensato di ispirarmi a lui fotografando una semplice pera e questo è il risultato. Alle prossime foto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il mio primo restauro fotografico digitale


Questo è il mio primo restauro fotografico in digitale. Ho utilizzato una vecchia foto datami da mio suocero e appartenente alla sua famiglia. Si tratta di una foto del 1913, l’officina di biciclette del nonno materno Luigi Pantani in Via San Teodoro a Roma, dove oggi c’è il Farmer Market.

La foto su carta in originale è già molto scolorita. L’ho fatta scansionare e poi ho usato Adobe Lightroom per modificare esposizione, luci ed ombre e donare un po’ di vividezza. In seguito ho elaborato una serie di correzioni usando Photoshop  per togliere le macchie di muffa dalla cornice, il giallo e le pieghe qua e là e cercando di ricostruire le parti mancanti, come ad esempio il cornicione in alto sulla destra.

Per il momento è tutto…

 

Officina di biciclette Luigi Pantani – Via San Teodoro Roma

 

 

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Movimento 5 stelle romano: lavoro gratis per tutti #lavorategratis


#lavoraTegratis

#M5senzavergogna

Volete sapere perché detesto tanto il Movimento 5 stelle romano? Sono i suoi componenti, non il M5s in se. Ieri è uscito un lungo articolo di Salvatore Merlo del FOGLIO sul M5s romano. Ha raccolto non solo la mia testimonianza, ma anche quella di altri che lo hanno frequentato e capito come girava il vento.

Stasera sulla pagina facebook di un amico leggo questo:

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Il consigliere capitolino Angelo Diario dalla sua pagina facebook ha chiesto “candidamente” ai grafici romani di prestare la loro opera a titolo “volontario” per il Comune di Roma. Tanta gloria ma zero riconoscimento in denaro. Come se a questa gentaglia debba essere riconosciuto lo status di dei dell’Olimpo a cui tutto è dovuto, anche cagare in testa a chi il lavoro lo cerca disperatamente e si vede proprio calpestare da una istituzione un diritto.

Come dimenticare che a Udine recentemente un ragazzo di soli 33 anni si è suicidato perché non trovava lavoro, e questo ragazzo faceva il grafico, e già, faceva il grafico che non è proprio un lavoretto da niente. Senza i grafici non esisterebbe il web, la pubblicità, le copertine dei CD etc etc.

I genitori di questo ragazzo hanno consegnato ai giornali la lettera disperata di un figlio che voleva semplicemente lavorare, costruirsi un futuro ed essere  felice con quello che adorava fare. E invece no, cornuti e mazziati in questo Paese, perché devi essere introdotto nell’ambiente giusto come è successo ad Angelo Diario per ambire a trovare un lavoro retribuito, lui e i figli di papà raccomandati come lui, hanno la faccia come il culo a chiedere ad altri ragazzi meno fortunati: dai, vieni a lavorare gratis per noi, avrai tanta pubblicità e gloria. Ma quale gloria dal M5s romano! Fuggite piuttosto e se proprio vogliono: fatevi pagare per il vostro lavoro, no lavoro gratis.

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Marco Tognetti anche lui ex 5 stelle scrive:

Quanta gente hanno fatto lavorare gratis!
Perdita di tempo e denaro, promesse non nantenute, appropriazione di idee e lavoro altrui, ripagando il più delle volte con ingratitudine e fango, mentre a Milano e a Genova si sfondano di introiti.
Nonostante tutto ciò continuano a provarci ancora.
Ma loro sono i difensori degli oppressi, quelli onesti e corretti.
Prima di promettere impraticabili e demagogici redditi di cittadinanza iniziate a dare il giusto valore alla professionalità e a retribuire correttamente chi lavora, visto che è immorale e anche scarsamente legale avvalersi gratuitamente dell’opera di chicchessia.

Non dimentichiamoci questo ennesimo capitolo vergognoso del M5s romano alla guida di Roma. Vergognoso, cinico, disumano fino all’inverosimile.

Tra di loro si spartiscono poltrone: amici, parenti e chi dicono loro hanno retribuizioni e posti in qualche municipio romano e gli altri gratis, altrimenti finiscono nelle bacheche altrui esposti a pubblico ludibrio o peggio in liste di proscrizione.

VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!VERGOGNA!

#LAVORATEGRATIS #LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS#LAVORATEGRATIS

Questo schifo deve finire, bisogna manifestare contro questa gente e farli ritornare dalle fogne dove sono usciti.

Il web è già sul piede di guerra!

 

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Attesa e ragionamento


Ho imparato ad attendere.

In questi mesi alcuni eventi inattesi mi hanno insegnato a mordermi la lingua e a mettermi in un angolo e attendere per avere ragione e giustizia.

Sono sempre stata un tipo “esplosivo” perché non ho mai sopportato le ingiustizie, le prevaricazioni e le mistificazioni. Se qualcuno mi faceva un torto, reagivo con estremo sgarbo e non contavo mai fino a 10 come mi diceva di fare mia madre.

A settembre ho deciso che la ruota doveva ricominciare a girare e che doveva vincere la Paola analitica e che la giustizia si sarebbe ristabilita.

Ho avuto ragione.

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