Dacci oggi il nostro pane quotidiano…


Pochi sanno che esistono ancora i mulini a pietra. E’ un vero spettacolo vedere come un meccanismo del 1800 sopravviva al tempo, macinando tonnellate di grano che diventeranno farina. Le scorie poi verranno messe in sacchi per il mangime degli animali. Quindi tutto ciò che viene prodotto naturalmente, comprese le scorie, si riutilizzano, rispettando il ciclo naturale delle cose.
Gli ingredienti genuini e non trattati dall’industria ritornano alla ribalta, come ritorna alla ribalta farsi il pane da se, visti i costi improponibili dei panifici artigianali. Si vendono tante macchine del pane, ma quanti utilizzano la farina giusta? Soprattutto perchè evitiamo sempre più spesso di impastare a mano e far fare tutto agli elettrodomestici?
Sono una forte sostenitrice dell’impasto a mano, a meno che non si hanno problemi di salute. Fa bene impastare a mano uomini e donne. Fa venire una bella forza sulle braccia! E soprattutto fa bene alla buona riusciuta del pane.

Mi capita di comprare molto più spesso farina macinata a pietra, in un vecchio mulino sito vicino l’Aquila. La qualità è ottima e si nota la differenza. Non appena mi capiterà l’occasione farò delle foto e le pubblicherò, soffermandomi anche sulla sua storia. Pensate che c’è ancora il pavimento di 300 anni fa.

Oggi che è domenica propongo il pane fatto in casa. Lo avevo già proposto con la farina integrale. Questa volta ho sempre usato la farina del mulino, ma è più raffinata.
Scrivo le dosi che ho utilizzato, ma ognuno di voi è libero di usare la farina che meglio credo. Consiglierei la farina di Mnitoba, che ha una forza notevole rispetto alla farina 0.

2 kg. Farina del mulino (Manitoba per chi non reperisce quella macinata a pietra)
500 g farina 00
2 cubetti di lievito
300 m latte tiepido
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiai di olio
700 g. acqua leggermente frizzante
10 g di sale ( 1 cucchiaio da tavola – Il sale è facotativo)
Cottura: 200° per 50/60 min.

Sciogliere il lievito con il latte tiepido e lo zucchero e lasciare riposare. In una capiente insalatiera versare tutta la farina, fare una fontana al centro dove verserete il sale, l’olio e poi il lievito. Sbattere con una forchetta il composto e poi unire man mano la farina. Se l’impasto comincia a diventare secco aggiungere l’acqua, fino a quando non risulterà un impasto morbido. Ho indicato 700 g di acqua, ma ci sono farine che richiedono più acqua e quindi versatene un po’ per volta. Se trovate difficoltà a lavorare nell’insalatiera, trasferite l’impasto sul tavolo. Se vedete che l’impasto è appiccicoso aggiungete un po’ per volta la farina: fatevi una piccola fontana accanto per spolverizzate l’impasto man mano che lo lavorate. Fate una palla e mettete a riposare per un paio di ore. L’impasto raddoppierà il suo volume. Riprendetelo e lavoratelo ancora. Mettete a riposare nell’insalatiera ben coperta per una notte intera in un luogo caldo.
La mattina seguente prendete l’impasto e lavoratelo ancora. Predisponete delle teglie con della carta da forno. Disponete dei filoncini e fate dei tagli diagonali. Mettete a lievitare per una mezz’ora. Accendete il forno a 200 gradi, avendo cura di mettere un pentolino di acqua (va bene anche una teglia), sul fondo del forno. Servirà a creare il vapore all’interno del forno.
Fate cuocere il pane per 50/60 minuti.

Buona pausagolosa…anzi pausa panosa!

 

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