Crostata fin du Monde


Riflettendo sulla fine del mondo e sui Maya, non posso che collegare il cioccolato a loro. Il cibo degli dei che salverà  tutti noi a dicembre 2012 dalla fine del mondo? Sciocchezza o verità, solo se rimarremo stabiliremo chi aveva ragione.  Da un po’ mi circolava l’idea di utilizzare la frolla con le mandorle e come riempimento una crema molto corposa che avevo visto su un ricettario di dolci. Però solo la crema al cioccolato e peperoncino non mi soddisfaceva. Volevo qualcosa che si notasse, per sapore e consistenza. E’ noto che a me non fa impazzire il cioccolato, ma so bene a quanta gente piace, soprattuto a casa del mio compagno. Quando ho sfornato e decorato la torta, ho pensato a mia suocera. Ai suoi continui apprezzamenti nel valutare i miei dolci, alle sue frequenti lacrime di coccodrillo dopo averli mangiati. Ripete l’atto della trasgressione prendendo un altra fetta e poi scatta inesorabile  il pianto di pentimento. Questo ormai è noto in tutte le donne che sgarrano un “regime alimentare”. Quindi, ci ho voluto dedicare un dolce alle lacrime di coccodrillo per “sgarro dieta”. Doveva essere un dolce veramente “straziante” per i fianchi, le natiche e la pancia. Lo so che il 7 gennaio, sarò in fila allo sportello del Cup regione Lazio, per prendere l’appuntamento con i dietologo. Ci riconosceremo noi food blogger di dolci. Chi si guarderà in cagnesco, chi se la tirerà perchè l’ha chiamata Sky per il provino. Ma dico tutte, tutte quante saremo la, a scontare gli assaggi che si ripetono. Naturalmente la mia è una presa in giro, di una routine che ormai è consolidata tra le donne, ossessionate dalla forma, ma poco inclini a fare delle vere rinunce, perchè rinunciare è disumano. Come dico sempre, ci vuole la giusta misura. Le rinunce creano inesorabilmente dei desideri irrefrenabili, che a lungo andare sono deleteri. Non siamo qua per parlare di diete ed effetti psicologici, ma di dolci. Per me è una vera passione farli. Mi dona una grande soddisfazione, se penso che un mese e mezzo fa, lavoravo dentro una catapecchia che il proprietario si ostinava a chiamare “pasticceria”. Disgraziatamente sono incappata nel peggior girone di “ristoratori senza scrupoli”, e questa fase, questo contatto con queste figure negative, malsane, pericolose per l’intero sistema creativo, mi ha fatto perdere la voglia di creare dolci. Cosa che invece a me piace infinitamente. Chi crea un dolce non lo fa solo per compiacere se stesso…

Ed ecco la ricetta per i miei amici golosi.

Per la FROLLA con le mandorle tritate

Cottura 10 min. Forno statico a 180°

1 kg farina

500 g. di burro

100 g mandorle da polverizzare con una parte dello zucchero

400 g di zucchero

1 cucchiaino di miele

4 tuorli + 1 uovo intero

1 pizzico di sale

La pasta frolla con le mandorle si lavora procedendo come per la  frolla normale, con la sola aggiunta di mandorle tritate con una parte di zucchero della dose (da triturare nel mixer), che vanno inserite dopo aver lavorato il burro con la farina. In questa ricetta ho preferito non mettere la scorza grattugiata del limone. Naturalmente la frolla va fatta riposare in frigo per 1 h circa. Predisponete una teglia da crostata, stendete la pasta e coprite la superficie con della carta forno, versate dei fagioli secchi e mettete in forno per circa 10 min. Lasciate raffreddare in forno e poi sfornate. Preparate poi la farcitura che sarà una crema al mascarpone con cioccolato, condita con aromi e frutta secca.

La crema del coccodrillo trasgressivo

300 g. di cioccolato fondente

250 g. mascarpone

100 g. di noci dell’Amazzonia

2 cucchiai zucchero di canna

1 bicchierino di rum

10 g. cannella

5 g. peperoncino (mezzo cucchiaino da caffè)

2 grammi di noce moscata

Acqua bollente quanto basta

Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria ben tagliuzzato. Potete anche metterlo a sciogliere nel microonde per 1 minuto. Quando il cioccolato è completamente fuso, aggiungete il mascarpone, e rimettete a bagnomaria, cercando di far sciogliere il tutto. Se vedete che la crema si addensa, aggiungete qualche cucchiaio di acqua bollente (la stessa acqua del bagnomaria), continuate a mescolare ed aggiungete il peperoncino, la cannella, la noce moscata, lo zucchero di canna, le noci dell’Amazzonia tritate ed infine il rum. Se vedete che la crema diventa solida, procedete sempre con qualche cucchiaio di acqua bollente, ma attenzione alla quantità, non deve diventare “liquida”. Fate riposare la crema a temperatura ambiente. Su un piatto da portata ponete il disco di frolla cotto precedentemente (avendo cura di fare i bordi alti) e versatevi la crema di mascarpone e cioccolato. Ponete in frigo per qualche ora e poi servite.

Buona pausagolosa

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4 risposte a Crostata fin du Monde

  1. accantoalcamino ha detto:

    Mi sa che con te mi “riappacificherò” con la frolla 😉
    Birbantella..prendi “in dolce” la suocera eh? 😉

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  2. paola ha detto:

    ahahh… lasciamo perdere la dieta va…
    poi in questo periodo come si fa?? io sono troppo golosa e non ce la faccio proprio 😦
    quindi niente lacrime per me! me la mangio e basta, ecco.

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  3. Passiflora ha detto:

    concordo su tutta la linea… pensiamo a dieta con petto di pollo grigliato e catalogna lessata e magari la iniziamo pure, ma poi ci prende la voglia di dolci- di prepararli, tra l’altro, oltre che di mangiarli- cediamo e poi scatta il senso di colpa. se si ha un blog, poi, ci si trincera dietro la scusa “devo sperimentare”. Mi sa che ci ritroveremo a gennaio in fila dal dietologo, anche se io a Milano.. anzi no, rifarò quella dell’anno scorso (nella speranza di imbattermi in qualche occasione buona per sgarrare)
    La torta che dire, è una goduria…!

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  4. babà e bignè ha detto:

    io sono una di quelle che “da lunedì a dieta”. sì, ma quale lunedì, ancora non si sa. Sono in lotta con i miei kili di troppo da una vita, ma la mia è una battaglia persa, perchè adoro cucinare, ma soprattutto mangiare! Bellissima la tua crostata. Mi hai fatto venire una voglia!

    Complimenti per il blog.
    Spery di babà che bontà

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