FULL METAL GIACHETT: la politica è nata per fregare!


giachetti-contro-i-vigili-auto-bluRoberto Giachetti non è lo stereotipo del perfetto candidato PD inamidato la cui arroganza ti indispettisce, è il suo contrario e per me non è una scelta a caso, affatto scontata.

Trovatemi un politico del PD che non abbia un avviso di garanzia o abbia fatto qualche porcata. Chi candidava Herr Renzi a Roma dopo gli scandali nel suo partito?

Ci voleva un buon soldato che avesse una buona reputazione:  sciopero della fame per chiedere la riforma del voto nel 2013, un vero combattente.  Renzi ha fatto una selezione di quello che rimane del PD, tra un po’ dovrà prendere in prestito i candidati dal Movimento 5 stelle.

Pur scimmiottando spudoratamente la comunicazione artigianale e un po’ burina dei primi video del Movimento 5 stelle, quel video di presentazione del soldato Giachetti ci mostra il restyling di un partito che ha delle colpe da scontare, ma che usa ancora l’arroganza e te lo dice spudoratamente tra le righe: noi del PD siamo l’unica salvezza per questa città.

Il soldato Full Metal Giachett esordisce dicendo: ho deciso di candidarmi alle primarie!

Tu cosa?

Hai deciso tu? Ah ah ah

Poi continua dicendo che questa decisione non l’ha presa a cuor leggero, ammette di avere paura (strategica questa frase), perché si rende conto del grande impegno.

Ha l’aria un po’ dimessa e sciatta da politico anni 70, abbigliamento da grande magazzino ad indicare che l’abito non fa il monaco. Ci fa sapere inoltre che pur abitando nei quartieri alti (Gianicolo) abitato prevalentemente dalla media/alta borghesia alla quale anche lui appartiene, è empatico con noi poveracci e ci mostra che Roma vista da casa sua è bella nonostante tutto. Roma è bella, capito?

Con tono pacato che ricorda Veltroni, continua dicendo che Roma non è quella da cartolina, ma è vasta e comprende tutti gli altri quartieri compresa la periferia (immenso bacino di voti) dove sappiamo si è recato recentemente a farsi vedere, perché il tour alle periferie ed ai mercati rionali lo faranno anche le altre forze politiche.

Il nostro Full Metal Giachett scende in guerra, ma ha l’aria rassicurante e famigliare, un po’ nostalgica, e non è un caso che le riprese le abbiano fatte dal Gianicolo. Per i romani il Gianicolo rappresenta un punto di incontro, una visione privilegiata e tranquilla su una città caotica e disumana. Quando sei là sopra è come ritornare indietro nel tempo, non avverti che sotto c’è una città che vive un momento terribile di grande involuzione e violenza, nemmeno ti arriva il tanfo dei motori. 

Finita questa mia analisi semi seria sul video del soldato Full Metal Giachett agli ordini di Herr Renzi, non tutti sanno che Giachetti è uno che ha un doppia tessera: radicale e PD. Come può fare gli interessi dell’uno o dell’altro? Come può fare l’interesse di una intera città se tiene il piede in due staffe e fa sapere a mezzo stampa in maniera anche arrogante: la prima cosa che farò quando sarò sindaco è quella di mettere mano alle unioni civili e finire il lavoro di Marino? Annamo bene, proprio bene! Altri mesi ad occuparsi di qualcosa di squisitamente strumentale e poco pratico.

Marino per tre mesi ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica sulle unioni civili – sia chiaro sono a favore – spostando l’attenzione dalle priorità: sicurezza stradale e trasporto pubblico. Ben tre morti senza giustizia a causa di alberi caduti sulle sedi stradali.

Se Full Metal Giachett non vuole essere menato e dilaniato dai Việt Cộng romani, gli conviene amministrare questa città cercando di ricreare quel tessuto sociale che non c’è più, logorato e depresso da tempo per scelte politiche mai avvenute. Idem i suoi avversari.

 C’è in ballo la sopravvivenza e la sicurezza di tutti noi. Il vero nemico non è il terrorismo, ma le buche sui marciapiedi o in strada, gli alberi che ti cadono in testa, i bus che bruciano o la metro che non funziona, le privazioni e l’infelicità continua dei romani, vessati da una amministrazione capitolina vergognosa.

A Torino è accaduto un fatto molto grave raccontato dal senatore Stefano Esposito del PD. 

La fonte che cito è del quotidiano on line Corriere.it

«Sono arrivato alle 10 per votare al mio circolo, quartiere Santa Rita. Mi metto in coda assieme a tanti anziani. Molti dovevano fare la tessera. A un certo punto, sento due signori che sbottano: “Ma come, devo anche pagare?”. Escono. Incuriosito, li seguo. Girato l’angolo un tizio, iscritto al partito, dà 15 euro a ciascuno. Loro rientrano, si rimettono in coda, si iscrivono e votano. Domenica il mio circolo ha registrato 111 nuove iscrizioni, un quarto del totale».

Poi prosegue…

Non credo in Renzi, ma voglio prendere sul serio una delle tante promesse della Leopolda: che rottamerà tutte le correnti. Spero che comincerà rottamando la sua, fatta di gente che spende migliaia di euro per fare tessere utili a contarsi».

Caro Stefano Esposito, anche noi romani vorremmo tanto liberarci dalla corrente Renziana, come possiamo fare? Elargisci un consiglio.  220 volt o raggio smolecolatore?

La politica purtroppo è nata per fregare!


 

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