Commentariolum petitionis – Manuale su come vincere le elezioni a Roma e fregarsene di chi ci abita


DSC_0056Sono sicura molti candidati politici sia dei Municipi che al Comune di Roma ignorano l’esistenza di un “Manualetto di campagna elettorale” scritto intorno al 64 a.C. (Commentariolum Petitionis) attribuito secondo alcuni a Quinto Tullio Cicerone

Sapere la storia di Roma è una condizione sine qua non per un candidato e non starei a fare spallucce fossi in voi. Roma è una città complessa e per conoscerla la devi vivere ma anche studiare, il passato spesso aiuta a capire il presente che ci ritroviamo. E’ importante il fare, ma è altrettanto importante sapere da dove si viene e perché é diventata così corrotta e marcia dentro la politica romana, quella che tutti conoscono come Mafia Capitale. I politici romani sin dai tempi antichi sono stati degli intrallazzatori, cinici, squallidi, ma erano anche maledettamente intelligenti e avanti rispetto alle altre popolazioni.  Dal 64 a.C. ad oggi nulla è mutato, i consigli che dava Cicerone al fratello prima di buttarsi nella campagna elettorale sembrano i consigli di un qualsiasi ufficio stampa indottrinato dal capo partito.

“In campagna elettorale è più importante apparire che essere. Il candidato dovrà lusingare l’elettorato, promettere vantaggi ai potenziali elettori, mostrarsi potente e ammirato, fare promesse precise ma non dispendiose, diffamare gli avversari, farsi amici uomini potenti, visitare ogni singolo municipio adattandosi all’elettorato locale, senza mai prendere una decisa posizione politica.

oppure

E’ questo ciò che mi viene in mente a proposito di quelle due meditazioni mattutine, che ti ho detto di fare ogni giorno scendendo al foro: ‘Sono un uomo nuovo, aspiro al consolato. Resta la terza: ‘Si tratta di Roma’, una città formata dal concorso delle nazioni, una città piena di tranelli, di inganni, di vizi di ogni genere, nella quale bisogna sopportare l’insolenza, l’astio, la tracotanza, l’odio ed il fastidio di molti. Io mi rendo conto che occorrono molta saggezza e molta abilità, vivendo in mezzo a tanti e tali vizi di uomini di ogni tipo, per evitare l’odio, la calunnia, i tranelli, e per essere l’unico uomo adatto ad una tale diversità di costumi, di discorsi e di voleri. Perciò continua senza sosta a percorrere la via su cui ti sei incamminato, la supremazia nell’eloquenza: è questo che concilia a Roma la simpatia degli uomini, che li attrae, che li distoglie dal frapporre ostacoli o dal procurare danni. E considerato che è questo il difetto maggiore della nostra città, la quale, mentre si fa strada la corruzione suole dimenticarsi delle sue virtù e del suo dignità, sforzati di conoscerti bene a questo proposito, cioè di capire che tu sei uomo tale da poter suscitare negli avversari un timore grandissimo di un processo e dei rischi che esso comporta. Fa’ che essi sappiano che tu li sorvegli e li osservi; essi temeranno, oltre alla tua solerzia, oltre al tuo prestigio ed al vigore della tua parola, certamente anche l’attaccamento a te dell’ordine equestre.

Gente come il 5 stelle la cui tracotanza ed impreparazione è fastidiosissima si prefigge di cambiare Roma con dei soldi che non ci sono, oppure Marchini che ci fa sapere di essere il nuovo come soluzione e intanto si è alleato con Berlusconi, uno che per 20 anni ha governato un Paese che ha cannibalizzato. Nel mio municipio poi la reggenza di SEL si prolungherà visto che l’ex presidente si candida per la terza volta e l’80% della popolazione è scontenta del suo operato, ma abbiamo questa “imposizione” ed anche se non lo voterò, gli altri per abitudine e sconfitta lo faranno.

Da noi a Roma il buon senso e la vergogna sono un optional, da noi nessuno fa un passo indietro, dai noi la dignità non entra nel vocabolario politico. Uomini e donne politici di tutti i partiti sono i più svergognati e sporchi al mondo, Nessuno che ha un briciolo di ideale, ma l’unica cosa che conta è il denaro, anche poco ma è il denaro la vera motivazione che li porta a candidarsi. A Roma non c’è lavoro e molti sono alla canna del gas, la politica diventa l’unico strumento per trovarsi un lavoro e sopravvivere perché i soldi sono certi.

Il problema più grande della politica a Roma sono le persone non tanto i partiti. I partiti hanno degli statuti e delle regole, e se fossero applicate, se si usasse la vera onestà anziché sbandierarla a parole, se tutti facessero ogni tanto dei passi indietro, se tutti non anteponessero gli interessi personali forse e dico forse questa città diventerà più vivibile.

Roma non vuole cambiare!

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