Voglio un diamante, a costo di morire!


Questo è un racconto che ho scritto un po’ di tempo fa, persone e fatti sono inventati di sana pianta. Come al solito certe idee malsane mi vengono in mente quando sono nei posti più improbabili per uno che scrive, o forse no?

Ero entrata in chiesa in una giornata no, in cerca di risposte dal libro dei salmi che spesso trovo aperto. Ormai il mio è più un gesto scaramantico, la mia fede credo non ci sia affatto altrimenti non mi ritrovavo con tutte le disgrazie che ho. Dio lo sa che entro in chiesa quando mi conviene, che vado lì per interesse in cerca della botta di culo, dei numeri vincenti al Superenalotto. Più faccio così e più si comporta con me come fece con Giobbe: lo mise alla prova e gli tolse tutto per testare la sua fedeltà. Questo mio essere scettica ma maledettamente attratta dai luoghi sacri mi fa pensare che ho una sorta di problema bipolare con l’Altissimo- Esiste un modo di credere che parte da dentro –  Adoro ed invidio chi ha una fede cieca, chi ha trovato le risposte e chi è riuscito ad ascoltare quella voce interiore che gli permette di superare i problemi o avere miracoli e risposte. Se un Dio c’è vi auguro di stare in salute e di non avere il conto corrente in rosso. 

VOGLIO UN DIAMANTE, A COSTO DI MORIRE!

Picture: Cnn.com

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Tre giorni fa è venuta a mancare la mia vicina di casa. Se ne è andata improvvisamente per un infarto. A 82 anni  amava giocare a burraco ed era golosissima di crema chantilly, amava ricevere le amiche per il Tè pomeridiano, poi le congedava frettolosamente perchè aveva l’appuntamento pomeridiano con il programma di Barbara D’Urso: pomeriggio 5.

Qualche giorno prima mi aveva fatto vedere le sue analisi ed i valori erano perfetti – così le aveva confermato il medico di famiglia – aveva eseguito recentemente un elettrocardiogramma, non prendeva farmaci né per la pressione né per il colesterolo, era una donna dinamica e dal fisico forte. L’umore della mia vicina cambiava ogni volta che terminava la trasmissione pomeridiana della D’Urso, i fatti di cronaca, quella violenza gratuita le stavano minando il fisico e l’umore.

Veniva a bussarmi verso le 19.00, sapendomi in casa perchè a quell’ora rientravo dal lavoro,  mi raccontava con ansia tutti i fatti di cronaca, dagli omicidi più efferati al gossip su Albano e Romina. Emozioni altalenanti che sicuramente hanno giocato un brutto scherzo al cuore della signora. Ho sempre sostenuto che Barbara D’Urso va assunta a piccole dosi e solo nella pausa pubblicitaria di altri programmi, vietarla ai maggiori di 70 anni dovrebbe diventare legge dello Stato.

In chiesa la bara è stata portata a spalla dagli operai delle pompe funebri e adagiata su un tappeto di petali di rose bianche e blu. Durante la funzione don Bruno ha parlato della facilità con cui la signora Piera si faceva soggiogare dalla pubblicità e dagli acquisti, era una compratrice compulsiva. Aveva regalato a Don Bruno per Natale uno spazzolone per Wc acquistato su E-bay, la cui base era  in porcellana e raffigurava il volto di Gesù.

Ho letto davanti a tutti il  salmo 136: Lungo i fiumi di Babilonia, là sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion. Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre, perché là ci chiedevano parole ..

Durante la lettura di quel salmo, non ho potuto fare a meno di ripensare alla canzone dei Boney M “Rivers of Babylon”, più cercavo di scacciare quella canzone dalla mia testa perchè ero nella casa del Signore e lo stavo offendendo con i miei pensieri frivoli, più i ricordi mi riportavano agli anni 70, quando le domeniche pomeriggio le passavo in discoteca a ballare la disco music.

Ritornata a sedere tra i banchi di preghiera, abbiamo recitato solo una parte del rosario, Don Bruno è stato piuttosto sbrigativo. Gli operai avevano premura di portare la bara al crematorio. E già, abbiamo appreso solo in chiesa dalle parole del nipote che l’ultimo desiderio della zia era quella di farsi trasformare in diamante, anche quella ultima follia indotta dalla pubblicità. Non avendo più il marito, la signora Piera aveva deciso di farsi il diamante per conto suo, a tutti i costi. Aveva sottoscritto un contratto con la ditta di pompe funebri per farsi trasformare in un diamante perchè temeva il nipote non esaudisse il suo ultimo desiderio.

Don Bruno aspergeva il feretro con l’incenso alla mela verde acquistato al negozio di Wu Li, ci aveva spiegato che la Curia aveva avuto problemi con le consegne, a causa di alcune fatture non saldate al fornitore. L’odore di mela verde in chiesa era imbarazzante, gremita di sole donne, non sembrava un funerale ma una riunione per acquistare quei detersivi americani costosi ed inutili.

Uno squillo improvviso ripetuto di un cellulare di vecchia generazione, la danza ungherese di Brahms sembrava così sguaiata con quei suoni metallici. Una voce roca e sgraziata che rispondeva senza ritegno a voce alta. Riconoscevo la sagoma della signora Anna del 4° piano, 85 anni portati decorosamente:  “pronto, si sono io, sono a un funerale, si, si, non posso stare molto, ti richiamo dopo”. Momenti solenni e tristi e poi immediatamente grotteschi, non era la morte ma la vita solo che non la volevamo vedere.

 Tutto finisce con la morte, ma forse no, la morte trasforma e chiunque può decidere cosa diventare dopo la morte, basta firmare un contratto con una ditta di pompe funebri.

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Una risposta a Voglio un diamante, a costo di morire!

  1. La gente però critica perfino una scelta che si fa prima di morire. Però adesso ho il dubbio se la signora Anna sia veramente inventata o vera! Mi dispiacerebbe se fosse esistita davvero XD

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