Un terremoto nella mia vita


Cambia tutto così rapidamente. Tutto sembra volgere verso un fase di ennesimo cambiamento. Gli ultimi 4 anni sono stati i più pesanti della mia vita, ma sono stati anche anni di grandi cambiamenti che mi hanno destabilizzato.

Le mie certezze professionali si sono andate via via sgretolando lasciandomi in una situazione senza fiato, il poco che mi è rimasto mi è servito per cantare. E’ stato tutto un alternarsi di eventi negativi uno dietro l’altro, poi ne ho compreso le cause, molti errori di progettazione, ma anche una fase di stasi ed abulia che attraversa la città dove abito. E’ inutile dire che Roma fiacca chiunque abbia dentro di se vitalità e voglia di fare, è una città complicata, cinica e negativa, basta leggere ogni giorno i bollettini di guerra per renderci conto in che situazione devastante ed assolutamente inaccettabile viviamo: topi e privazioni di ogni genere, non opportunità e disperazione che esacerba chiunque. Qua si sopravvive a malapena e le prospettive di un cambiamento reale sono lontane, se cerchi un lavoro che ti possa dare la certezza che domani pagherai le bollette stai fresco. La speranza è una parola così cara a molti di noi, e sfogliando il mio personale vocabolario sotto la lettera S non l’ho trovata, forse Zanichelli ha dimenticato di metterla nei vocabolari che si vendono a Roma.

Negli ultimi mesi non ho più scritto, non avevo alcuna voglia di farlo, le parole scritte a caso creano solo un fastidioso rumore su un foglio che è bene lasciare in bianco ogni tanto.  Ho ripreso a leggere moltissimo (non ho un lavoro fisso e retribuito che mi sottragga tempo per mia sfortuna), ogni tipo di libro dalla Kabbalah ebraica ai libri di Ignazio Silone per passare poi ai romanzetti rosa, senza un filo logico ma scegliendo quello che mi piace o che solletica il mio interesse del momento. Ogni libro ha avuto la sua importanza, leggere aiuta a chiarirsi le idee, anche se molti non ci credono e fanno spallucce, leggere per me è una necessità. Ho ascoltato tanta musica, sono andata a vedere l’Opera ed i concerti di musica classica perché nella disgrazia di non avere un lavoro fisso e retribuito ho la fortuna di avere amici che mi fanno avere i biglietti a metà prezzo e a volte gratis. Recentemente a Piazza del Popolo ho assistito allo storico concerto degli Chic a gratis, non ho fatto le vacanze al mare di una settimana come desidero da anni, ma ho approfittato del mare che ho a 20 km da casa, e ci andavo ogni volta che volevo per una giornata, mi portavo dietro la mia carissima Nikon D3200 e fotografavo tutto, anche le impronte sulla battigia. Tutto quello che è mare e libertà l’ho cristallizzato in uno scatto per ricordarmelo durante i mesi invernali e nei momenti neri. Nonostante i tanti rodimenti interni per non poter fare le cose che voi tutti fate e che in passato in tempi di vacche grasse facevo pure io, dalle più semplici alle più dispendiose, non mi sono  chiusa in casa a macerarmi per le privazioni imposte da questa vita di merda e da questa città,  ho trovato il modo di aggirare gli ostacoli che la vita mi poneva, perché mi chiedevo:  perché prima avevo la possibilità ed ora non ce l’ho?

Devi cambiare tutto e fare le cose con quello che hai, anche se non lo accetti. Me lo ha consigliato un mio giovane e carissimo amico a cui voglio un bene sincero e profondo, perché è una delle poche persone buone che conosca a Roma, infatti non è romano. La sua presenza e le sue sagge parole mi hanno rassicurato e fatto riflettere quando rosa dalla rabbia per non avere soldi e poter fare determinate cose ho combinato casini. Sia chiaro, continuo ad odiare la vita low cost,  mi ci sono dovuta adattare per forza.  Non sputerei mai su una crociera in barca a vela o un soggiorno in un lussuoso hotel.

Quello che mi ha aiutato a superare questa fase di vita low cost è stato fotografare, nel momento in cui la mia voce non usciva più,  come bloccata da un orrendo incantesimo, la fotografia è stata una terapia, mi ha tirato fuori da un incubo senza fine, che cosa c’entravano i soldi con il canto? Niente! Mentre tutto andava male e l’alone negativo avanzava, nel mirino vedevo tramonti mozzafiato e pensavo: ma porca puttana, guarda cosa mi sarei persa a stare a casa ad incazzarmi e macerarmi per i soldi che non ho sul conto corrente.

La fotografia mi ha fatto sognare, ho fotografato il mare di Ostia e di Torvaianica facendo finta che ero in vacanza in Sardegna o nello Sri Lanka, ero semplicemente in una spaggia libera dove andiamo noi plebei senza un’euro, noi plebei che ci portiamo il panino da casa e la boccettina di acqua, ma la natura ovunque mostra i suoi colori mozzafiato. Mentre fotografavo il tramonto mi veniva in mente un passo del Vangelo dove Gesù dice: ” Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?  Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.  Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?  Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.  Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta .”

Nel frattempo il mio conto corrente è ancora sotto a un treno, ma dopo mesi la mia voce ha ripreso vigore e consapevolezza, non so se interpretarla come una cosa positiva, ok ho ripreso a cantare e quindi che ci faccio, che vantaggi mi porterà? Bah non lo so, ma meglio che deprimersi e mandare affanculo chiunque ti capiti sotto tiro.

Fotografare mi rilassa, mi aiuta a vedere il mondo con occhi diversi, le persone le posso rendere belle o brutte, ma ho scelto di rendere tutti meravigliosi perché ogni essere umano è unico ed ha una sua bellezza  (sappiate che le modelle strafiche sono tutte ritoccate al Photoshop), dove non mi riesce è perché il soggetto è proprio un cesso, perché ricordatevi che le persone orrende e brutte la macchina fotografica le rende ancora più orrende, ci si deve intervenire con il Photoshop per togliere quell’alone di cessite che le investe. Nel mirino spesso vedo un mondo migliore che si sposa perfettamente con la mia anima. Roma è una città fotogenica, quindi devo fare poca fatica per renderla bella, ma poi basta andare in periferia e tutto cambia…Roma in periferia mostra il suo volto sciatto, volgare, abulico e menefreghista, non che il centro sia sofisticato e pulito.

Ah scusate, vi chiedevate perché come titolo ho messo “terremoto nella mia vita”, un motivo c’è ma è strettamente personale. Il terremoto di Amatrice di questa estate che abbiamo avvertito anche a Roma ha portato un terremoto devastante nella mia vita privata. Ieri un signore mi ha detto: si ricordi, la vita vale sempre la pena viverla. Lì per lì l’ho trovata una frase banale, poi ci ho riflettuto stamane e penso sia vero. La vita vale sempre la pena viverla, perché dopo un terremoto c’è sempre una ricostruzione.

Ora vorrei mostrarvi alcune foto che ho fatto l’estate scorsa e che per me sono molto significative.

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8 risposte a Un terremoto nella mia vita

  1. Fior di Sambuco ha detto:

    Ciao Paola, le foto sono bellissime. Mi dispiace che tu non riesca ad essere finalmente serena: anche la tua vita è costellata da continue scosse di assestamento 😦 Un abbbraccio ❤

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    • Paola ha detto:

      Prima o poi le scosse finiranno e riprenderò a costruire la mia casa più bella di prima, come piace a me: luminosa, moderna, priva di fronzoli e sopratutto funzionale, perché la vita deve essere funzionale soprattutto a te, non essere né condizionati da scelte altrui e ne costruire questa casa seguendo il parere di altri. La farò antisismica 🙂
      Un abbraccio
      Paola

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  2. Paola, mi dispiace moltissimo, ma spero che tu riesca a rialzarti in fretta! ❤

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  3. Tiziana Zanchi ha detto:

    Quando c’è la consapevolezza si inizia a risalire!
    Dai, avanti 😉

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