I nodi fragili dei social


Stamane ho scritto un post sul mio facebook personale relativo alla crudeltà ed alienazione degli esseri umani nei social.

I social sono usati in maniera crudele e cinica da molti. La mistificazione è all’ordine del giorno e gli influencer o i blogger che se ne servono hanno una grande responsabilità etica e morale che spesso viene dimenticata. Dietro le parole di un post o gli hashtag c’è una precisa strategia atta a veicolare un pensiero ed influenzarlo ed anche se questi è falso diventa verità per qualcuno. Facebook e gli altri social quindi sono diventati delle Corporation invisibili con una loro precisa policy sociale dove esiste una gerarchia che è fatta da influencer e blogger, esperti di marketing che vendono prodotti improbabili la cui qualità è decisamente scarsa, impalpabile eppure le giovani generazioni pendono dalle labbra da questi markettari neo divinità del consumismo. L’appiattimento culturale è devastante. Politici senza scrupoli tenuti ostaggio dai loro social media manager che gestiscono i loro account senza avere un retaggio morale e culturale.  E’ facile buttare là battute ad effetto che fanno passare per un grande esperto di arte, difficile contestualizzare ed approfondire i temi, perchè il social consuma tutto velocemente ed i farabutti se ne approfittano.

I social dovrebbero avere la funzione di aggregare, connettere nodi che in altri mondi non si sarebbero mai incontrati, ma è uno strumento che punisce, aliena ed isola chi è ipersensibile. Questo strumento nelle mani sbagliate può essere peggio di un olocausto, e ne dovete essere consci.
Il social è uno strumento complesso a cui non siamo preparati, siamo ancora in una fase di apprendimento, spesso sbagliamo, siamo impreparati e c’è chi si permette di essere supponente senza averne i mezzi, senza aver letto due paragrafi di un libro di sociologia e non avere contezza di come funzionano tutte le reti sociali, non solo quella web.

Il mondo virtuale è cinico, individualista, in perenne competizione, sdogana web star senza scrupoli che trascinano masse ignoranti semplicemente perchè dietro non c’è un ideale ma un mero scopo utilitaristico. Lo scritto può essere un coltello nelle mani sbagliate, un’arma di ricatto, ma può essere una carezza disarmante.

Ci sono modelli di comportamento che tendiamo ad omologare e spesso ciò che ci sembra non conforme ai nostri modelli tendiamo ad isolarlo e scartarlo, molti di voi hanno bisogno della “comfort zone”, cioè hanno bisogno di persone che non le contraddicono, che adulano, il gruppo inteso come clan di appartenenza che si riconosce ed espelle chi non è abbastanza adulatore od ubbidiente alla policy sociale che stabilisce questa Corporation invisibile. 

 

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